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RETTE RSA PER MALATI DI ALZHAIMER O DEMENZA: PAGA IL SSN

RETTE RSA PER MALATI DI ALZHAIMER O DEMENZA: PAGA IL SSN
by Studio Legale Magosso Verdino / mercoledì, 26 Novembre 2025 / Published in Law, News
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In Italia moltissime famiglie sono costrette a rivolgersi alle Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA) per la cura dei propri cari, affetti da patologie gravissime quali Alzhaimer e demenza. Spesso le strutture sottopongono ai famigliari contratti che impegnano gli stessi a far fronte alle costose rette. Ebbene, questi contratti, talvolta, sono nulli in quanto contrari alle norme imperative, ex art. 1418 c.c. Come noto, infatti, la legge prevede “l’erogazione gratuita delle prestazioni a tutti i cittadini, entro i livelli essenziali di assistenza (LEA) definiti con il piano sanitario nazionale.” I Livelli essenziali di assistenza (LEA) sono le prestazioni e i servizi che il Servizio sanitario nazionale (SSN) è tenuto a fornire a tutti i cittadini, gratuitamente o dietro pagamento di una quota di partecipazione (ticket), con le risorse pubbliche raccolte attraverso la fiscalità generale.

Il D.P.C.M. 14 febbraio 2001 e il D.P.C.M. 29 novembre 2001 definiscono i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), prevendendo che siano a carico del SSN le prestazioni sanitarie a rilevanza sociale (art. 3, co. 1), nonché le prestazioni socio-sanitarie ad elevata integrazione sanitaria (art. 3, co. 3). Stabiliscono inoltre che sia illegittima ogni compartecipazione economica quando le prestazioni assistenziali sono inscindibili da quelle sanitarie.

L’attività delle RSA, quale quella di specie, si compone di prestazioni socio assistenziali, nonché di prestazioni sanitarie; dunque, l’attività delle RSA, in quanto diretta in via prevalente alla tutela della salute, va considerata comunque di rilievo sanitario e, pertanto di competenza del Servizio Sanitario Nazionale.

La giurisprudenza ha più volte chiarito che nei casi in cui le cure fornite in RSA abbiano una finalità prevalentemente sanitaria, queste non possono essere poste a carico del paziente, il quale ha diritto alla copertura da parte del servizio pubblico.

In particolare, con la sentenza n. 1644 del 9 giugno 2025, la Corte d’Appello di Milano ha stabilito che le rette di ricovero per pazienti affetti da demenza e pluripatologie non sono a carico dei familiari, ma del Servizio Sanitario Nazionale (SSN). Detta sentenza, non fa riconfermare i principi già espressi dalla Corte di Cassazione: si veda Cass. 2038/2023 che stabilisce che le prestazioni socio-assistenziali sono inscindibili da quelle sanitarie e dunque devono essere integralmente gratuite per l’utente; ma anche, Cass. 34590/2023; ed ancora, Cass. 4752/2024 in cui si legge che è sufficiente la presenza di anche poche ma inscindibili prestazioni sanitarie collegate per rendere gratuito all’utente l’intero trattamento. Da ultimo, occorre citare la sentenza Cass. 2216/2024, secondo la quale nelle RSA prevale la natura sanitaria e le clausole di pagamento sono nulle.
Detti principi, affermati ormai sia da giurisprudenza di merito che di legittimità, sono in accordo con i principi costituzionali di cui agli artt. 2, 3 e 32 posti a tutela della salute.

Cosa fare dunque?

Valutare la cartella clinica:

1) diagnosi di demenza, Alzheimer o pluripatologie croniche sono indici chiari della prevalenza sanitaria.
2) inviare una diffida scritta contestando l’illegittimità di eventuali pretese economiche
3) segnalare il caso all’asl di competenza richiedendo la presa in carico
4) valutare di agire in giudizio per richiedere la restituzione di quanto versato.

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